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Ciao a tutti!
Sono Marco Sanguedolce, titolare della Bluenose, e dò il benvenuto a tutti i visitatori! Questi appunti sono "i miei pensieri", "i miei appunti" sull'Apnea (e del ...spero ... mio libro) , ...perchè l'Apnea è .. un modo di essere, di vivere, di leggere il tempo e te stesso, di leggere gli altri, un modo di amare, di amare tutto ciò che c'è da amare....è la chiave di molte porte segrete dell'universo che si dissipano proprio nel momento in cui smetti di respirare, ....oltrepassi la porta e per tutto il tempo di apnea...visiti una stanza nuova...
...Seguitemi e leggete con l'animo come molti hanno fatto prima che mi decidessi di mandar in onda questo .."mio delirio"....
Siate, ……e non sarete Apneisti, non siate,…..e sarete Apneisti ma prima di iniziare devo fare.... Ringraziamenti Ai Miei Maestri ZENza i quali nulla avrei potuto I Primi Maestri, Mamma & Papà Un ringraziamento và ai miei genitori, mi hanno sopportato nelle mie pazzie durante tutti questi anni, con le preoccupazioni di chi attende da sempre sulla riva.
Si dice che dalla stanza delle anime, noi tutti, guardiamo in basso e scegliamo la famiglia in cui vogliamo nascere, seguendo un disegno-istinto-complesso oscuro ed affascinante.
Credo che mi spettasse nascere e crescere con loro per l’insegnamento che mi hanno dato o….. …..di aver fatto una “corsa in picchiata” senza esclusione di colpi per aggiudicarmi la meta su eventuali concorrenti, ma non ricordo esat- tamente…….
A Nuccio Un Ringraziamento particolare a Nuccio Di Dato, Grande Subacqueo, Grande Istruttore, e da sempre alle spalle della maggior parte dei campioni di Apnea. Impossibile riportare il suo curriculum qui, non basterebbero le pagine, possiamo dire solo che ha allenato tutti tranne j. Mayol e Umberto Pelo Pelizzari.
Secondo me Nuccio è un Istruttore Zen,
Mi fa sorridere piacevolmente il suo modo di incedere, da persona matura che poggia il tallone e poi pian piano sonda il terreno con il resto del piede poggiandolo,…… Vi ricordate quando nella serie televisiva Kun-Fu il protagonista, un aspirante monaco Shaolin, doveva camminare sulla carta di riso senza romperla? Ecco, così cammina Nuccio. (adesso si inc… e mi dice ridendo di non sparar caz….!)
La cosa più piacevole di Nuccio è che insegna con i suoi silenzi, ecco perché è un Istruttore Zen.
Se sei in simbiosi-armonia-comunione-etc… con il momento in cui vuole trasferirti qualcosa…….non hai bisogno di ascoltare e egli non ha bisogno di parlare,…….te lo fa capire cosa ti vorrebbe dire e tu lo capisci e basta. Otto ore di lezione fatte in una frazione di secondo tipo un trasferimento files da cervello a cervello.
Standogli vicino ho cominciato a dire ai miei allievi …”io sono solo il vostro istruttore di subacquea, voi dovrete essere i vostri maestri….”
Grazie Nuccio!
Umberto Pelo Pelizzari
Che dire……
Un giorno, dopo mesi di azoto nel suo diving, …..io,….. con pancione,…. attrezzatura da A.R.A. e pinne OMER da Apnea,….. completamente fuori allenamento……con tanti altri più bravi e preparati di me presenti,…..vengo reclutato per fare la Dimostrazione di Apnea presso la Piscina del Club Mediterranè di S. Teresa!!!!!
Il bello è che vengo reclutato proprio da Umberto in persona e a nulla valgono le mie proteste e le mie scuse per non voler partecipare a tale dimostrazione, …non le accetta!
Chi eravamo in vasca? Io, Antonio Andreon e Umberto! Cosa dobbiamo fare? Una Vasca sott’acqua "delfinando". Un atto respiratorio, “delfino rovesciato” il ritorno e senza riemergere riportarci a centro vasca. Giocando e saltando delfinare per tutta la vasca………..Io più che delfinare credo proprio che ….orcheggiavo dalla mole!
Come fare? (dimenticavo, mio cugino Stefano, istruttore vela al Med, prendeva le scommesse a bordo vasca scommettendo contro di me!) Bastava estraniarsi dalla condizione fisica, bastava non farsi coinvolgere dai pensieri “materiali”, bastava ….accettare la scommessa di Umberto su di me.
Mi divertivo ad ascoltarlo durante i corsi istruttori tenuti da lui, e (non per vantarmi) mi accorsi che usavamo dei metodi, delle frasi e degli esempi uguali o simili. Che lo abbia intuito e mi abbia chiamato per questo?
Comunque la frase la ho formulata proprio quel giorno: “Marco…. non ESSERE e Sarai Apneista, SII e non Sarai Apneista” mi son detto e così sono entrato in vasca.
Umberto dice “il Subacqueo con le bombole scende per guardare, …l’Apneista per guardarsi dentro”
Mayol in un suo vecchio manuale diceva che bisognava quasi scomparire in acqua e misciarsi a quest’elemento per percepire veramente …………
Sono frasi simili, è vero, ma l’Apnea è unica, l’Uomo è unico, tutto è uguale per tutti! ---- ------- ----
Ringrazio anche tante altre persone, amiche e conoscenti che direttamente ed indirettamente hanno contribuito alla formazione di tali mie esperienze, fra tutti:
Stefano Tovaglieri, Apnea Academy; Uscivamo con i clienti, ci controllavamo e scambiavamo le “mire” sul punto dell’immersione, io scendevo col gruppo e lo trovavo a –42, sdraiato sul fondo a meditare…..
Lorenzo Manfredini, Apnea Academy; Psicologo, medico, allenat…, fisio…. etc, etc,. Anch’Egli parla poco e trasferisce “assai”. Peccato che ho poco tempo per incontrarlo!
Andrea Badiello e Roberto Chiozzotto, Apnea Accademy; già allenatori Nazionale Femminile e Mascile. E’ bello far Apnea in modo contento e giulivo e con la corretta attenzione e concentrazione. E’ difficile far entrambe le cose, ma loro ci riescono!
Da sempre a:
Aldo Calcagno, (sarebbe scortese presentalo) il quale mi ha permesso di fargli da barcaiolo per un po’ di tempo e dal quale ho carpito alcune sottigliezze nelle tecniche di pesca, vedendogli fare cose che solo i campioni possono realizzare.
Enzo Liistro, apneista e detentore di record, mio medico, medico iperbarico, accanito e bravissimo pescatore apneista a cui devo consigli ed insegnamenti detti e non detti ma dimostrati nelle innumerevoli uscite in mare,.
Alcuni istruttori della Scuola Federale FIPSAS di Siracusa, quelli appartenenti allo storico e glorioso Circolo TALASSOCRATE uno fra tutti e per tutti Maurizio STORACI.
Un Ringraziamento particolare a tutta quella serie/schiera di subacquei che, non rispettando le regole basi della disciplina, per immaturità di persona, sono incorsi in incidenti anche mortali, a cui io direttamente o indirettamente ho assistito facendomi mai stancare di ricordare a tutti che: LA PRIMA REGOLA DELLA SUBACQUE E’ QUELLA DI SAPER RINUNCIARE AD UNA IMMERSIONE.
A volte ci arrivano messaggi ed ammonizioni in maniera dura e cruenta Magari non direttamente e dobbiamo esser capaci di recepirli
Prefazione
Non ho la pretesa e/o i titoli per poter insegnare qualcosa, questo libro è solo un racconto ed un modo di ringraziare e tener vicine le persone che vorranno parteciparvi.
Vero è che sono un istruttore subacqueo, ma ce ne sono tanti e tanti più bravi e con maggiori esperienze di me.
Se qualcosa potrete apprendere la apprenderete dalle dichiarazioni e dai racconti che gli altri…….
Ma la maggior parte delle cose le potrete e dovrete apprendere da Voi, seguitemi!
Un Respiro/Respirato 001_005
Che strano, stare al mondo e non saper respirare, e quindi, di conseguenza non saper o poter fare, coscientemente o incosciamente, molte cose, voglio dire farle bene.
Se non respiriamo bene non sapremo o potremo salire le scale senza sforzo, e non c’entrano tanto le numerose sigarette che fumiamo direttamente o indirettamente. Non ci siamo concentrati bene sulla meccanica del nostro corpo, non stiamo associando il respiro con il passo, stiamo sbiellando il diaframma.
Non respirando bene mentre mangiamo, ci piomberà tutto nello stomaco e avremo sonnolenza, cattiva digestione, pesantezza, acidità …. E’ la respirazione che non abbiamo fatto bene, magari abbiamo mangiato di corsa, con tensione e con gli addominali contratti. Non abbiamo rilassato gli addominali, il diaframma non si è potuto abbassare e alzare in armonia con il resto delle funzioni del corpo e non abbiamo potuto respirar bene.
Parliamo, guidiamo, cantiamo, balliamo, lavoriamo, baciamo, dormiamo, russiamo, se non respiriamo bene, tutto ciò che facciamo è regolato dalla respirazione.
La respirazione corretta serve per poter apportare la giusta e necessaria quantità di ossigeno al nostro sangue, per mezzo degli scambi alveolari, e quindi a tutto il nostro corpo, alle cellule, ai tessuti, a gli organi, a gli apparati.
Senza il corretto e necessario apporto di ossigeno le nostre funzioni vitali funzioneranno male; è l’ossigeno che permetterà la combustione delle sostanze nutritive disciolte nell’organismo e a dare il giusto e sufficiente apporto energetico alla macchina corpo.
La corretta e giusta respirazione permetterà anche l’espulsione dei vapori derivanti dalla combustione delle sostanze nutritive, così come lo scarico dei gas di combustione della nostra autovettura. Se la marmitta della nostra auto è otturata, il motore soffocherà e la vettura andrà male o si potrà fermare. Così pure come la marmitta bucata provoca rumori e turbolenze che riducono la funzionalità della marmitta il fumo, diretto ed indiretto, provoca buchi (di funzionamento) nei nostri polmoni.
La corretta respirazione non devo spiegarvela io, però dobbiamo ricordarci qualcosa. Quando nei miei corsi chiedo nella prima lezione a gli allievi di fare un respiro profondo, la maggior parte ispira profondamente alza le spalle, irrigidisce il collo e tira in dentro la pancia appiattendo l’addome. SBAGLIATO!!!!!!!!
Così facendo non facciamo altro che riempirci di stress, altro che respiro profondo. Per prima cosa dovremmo imparare a Espirare, poi a respirare.
Espirare per scaricare l’aria viziata dei nostri polmoni, ricordandoci che il volume espiratorio è maggiore di quello inspiratorio. Quando siamo stanchi e stressati, al rientro a casa non ci sediamo su una poltrona facendo un lungo atto di espirazione che si mischia con uno sbuffo? Bene in quel momento stiamo scaricando la tensione e l’aria viziata dei nostri polmoni che non apporta certo ossigeno al sangue e così via via.
Se vi ricordate l’ultima volta che avete fatto ciò, vi ricorderete che eravate veramente e totalmente rilassati col il corpo e con la mente, vi ricorderete che vi siete afflosciati sulla poltrona in concomitanza alla profonda espirazione.
Poi dovremmo ricordarci tutti i muscoli dovrebbero essere rilassati perché un muscolo contratto è un muscolo che sta lavorando ed ha più bisogno di ossigeno, di essere controllato, di recare e arrecare dispendio di energie inutili.
Gli addominali rilassati permetteranno un movimento del diaframma armonioso. Io tale movimento lo definirei una fluttuazione del diaframma in su e in giù che assomigli al respirare del mare con le sue onde sulla battigia.
Dovremmo ricordarci anche che alzare le spalle per inspirare fa, di contro, irrigidire il collo. E’ molto meglio reclinare il capo pian piano seguendo e procedendo nella respirazione, partendo da una posizione con il mento sul torace e finendo con una posizione del capo che sia la stessa di quella che assumeremmo volendoci rilassare seduti in poltrona con la nuca poggiata sulla spalliera.
Per respirare bene occorre che ricordarsi di dimenticarsi di concentrarsi sulla respirazione e di farla nella maniera più naturale ed istintiva possibile.
Il Senso dell’Istinto 001_010
Quanti sono i sensi? E’ facile dire che sono cinque: vista, tatto, gusto, udito, olfatto.
In un bimbo piccolo questi sono facilmente e simpaticamente esaltati, il bimbo vede qualcosa, la tocca per capire cosa sia, la porta in bocca per gustarla, poi la scuote per vedere e “come funziona la cosa” e che rumore faccia, poi per finire l’annusa. La stessa cosa fanno tutti gli animali. Non crediate che sia un brutto paragone quello fra un bimbo piccolo con quello di un animale. Hanno in comune la INTEGRITA’ MORALE, nessuno dei due si è fatto influenzare da quelle che noi chiamiamo necessità e comodità della vita, (casa, autovettura, lusso, posizione sociale, burocrazia….).
Entrambi sono istintivi e naturali.
Secondo me i sensi possono essere identificati in due soltanto, il tatto ed il così detto “sesto senso”.
Il tatto viene articolato non soltanto dalle mani e dai piedi ma da tutta la superficie del corpo. Se ci poggiamo a schiena nuda su una superficie riusciamo, senza vederla, riconoscerla attraverso la percezione della consistenza, della sua natura, della temperatura, e così via.
Anche la vista per me è un tatto. Se una cosa non la tocchi con gli occhi, non la puoi vedere. C’è una netta differenza tra vedere e guardare. Possiamo guardare un gruppo di persone e non vedere che in mezzo c’e un nostro amico.
E’ un tatto anche il gusto. Se non tocchi con la lingua e con le papille gustative qualcosa, non potrai capire se è commestibile, la consistenza, se dolce o salato, e così via.
L’udito non si sottrae a questa regola. Si manifesta con il tatto delle onde sonore sulla membrana timpanica che scarica le vibrazioni per mezzo ancora del tatto a staffa, incudine e martello ed ancora per il tatto ve vibrazioni attraverso la finestra tonda e circolare colpiscono le ciglia della chiocciola e …bla…bla…bla fino alla decodifica del cervello.
L’olfatto è soggetto alla stessa legge. Se un odore, un aroma, non vengono dispersi nei fluidi, e da questi portati alle narici, non potremo mai percepire la fragranza e o l’odore.
O Bene! Ma mentre siamo sull’olfatto…..Non vi è mai capitato di sentire l’odore di qualcosa che desiderate? L’odore di biscotti, di pizza, di profumo, di alghe,…
Ogni cosa ha un odore particolare, un amico, un nemico, una persona antipatica ci puzza, una persona amica viene apprezzata per il profumo della pelle, il sesso ha un odore ed ognuno dei nostri partner ne ha sviluppato uno diverso, il bambino riconosce i genitori attraverso l’odore della pelle etc. etc.
Ma…come può la nostra macchina corpo percepire l’odore di una cosa che non c’è al momento?
SEMPLICE!!! NOI SIAMO IN GRADO DI PERCEPIRE, SIAMO IN GRADO DI PERCEPIRE TANTE COSE, Il problema e’ che conducendo questa vita frenetica in queste città ce lo dimentichiamo.
Sto parlando del SESTO SENSO!
Il senso più potente ed importante che tutti gli esseri viventi hanno. Il senso dell’istinto, della sopravvivenza, dell’intuito, dell’esclamazione “….ecco! Lo sapevo che andava a finire così”; “….io questa cosa me la sentivo”; “….se avessi ascoltato il mio istinto adesso…”.
Il sesto senso è quello che ormai viene messo da parte dalla frenesia della vita che lo annienta e lo annulla.
Ci avete mai pensato, o ve lo ricordate che…. Col sesto senso gli indigeni di qualsiasi terra hanno cercato le loro prede, ne hanno anticipato le mosse. Si sono dati e hanno rispettato appuntamenti percorrendo pezzi di savana, di deserti e foreste per incontrarsi perché “se lo sentivano”. Ha permesso, nella storia del mondo, di individuare piante commestibili e medicinali nel rispetto dell’idea che al mondo esiste per ogni cosa il suo o pposto e contrapposto, ad una male il suo rimedio, etc. etc. Che ha permesso di scrivere profezie nei testi sacri. Che ha permesso di scoprire dove infilare gli aghi in agopuntura secoli prima della venuta di Cristo.
Ma per non andare tanto lontano il Sesto Senso è quello che ci fa rallentare ad un incrocio ed evitare un incidente. Che ci suggerisce di non uscire o di non intraprendere una avventura. Il problema secondo me è che abbiamo perso la chiave di lettura di tali messaggi e non che abbiamo perso la coscienza del sesto senso. Il sesto senso lo abbiamo sempre, non sappiamo riconoscere e leggere i messaggi che ci manda.
E poi c’e un collegamento tra il tatto ed il sesto senso.
Vi è mai capitato di non essere toccati ma di sentire la presenza di un “contatto”? di passare vicino a qualcosa, non toccarla e farla cadere? Avete mai letto dell’aura? Della classificazione fra corpi materiale, astrale e spirituale?
Non posso addentrarmi in questo campo, non ne ho la pretesa, i titoli e la voglia, ognuno di noi è maestro di se stesso e sà come addentrarsi e quando in questi campo, (se già non lo è). Vi sono parecchi testi, luoghi e modi per addentrarsi in tale “pensiero”.
Per provare a dirlo con altre parole (e non del tutto mie):
Il nostro corpo và ben oltre il corpo somatico perché siamo e abbiamo energia in continua trasformazione.
Questa energia si spande attorno al nostro corpo per una area molto vasta, si scontra con energie di altre persone, freme al contatto di queste, ci dà delle alterazioni chimiche che ci fanno arrabbiare, rabbrividire, battere forte il cuore, intenerire, etc. etc. (quello per cui definiamo qualcuno simpatico o antipatico “a pelle”)
Da qui le energie non materiali, senza un soma fisico come il nostro corpo, possono mischiarsi alle nostre, e se noi siamo deboli e le altre sono di intensità forte, secondo me possiamo dare una giustificazione elementare ai fenomeni di “possessione” o simili.
Chi è dotato di particolare sensibilità può usare il suo corpo come una radio per far prendere corpo alle parole di altre energie (ma qui se non si parla di docenti di fisica o di stregoni della tribù HOPI, o di sacerdoti MAYA o EGIZY io considererò tutti gli altri dei ciarlatani).
Se l’energia si spande oltre i confini visivi e raggiunge un luogo lontano, magari a trovare una persona a noi molto cara, allora facciamo un viaggio extracorporale.
Ma allora il “sesto senso” non può anche esser un tatto ulteriore? Tocchiamo con questa energia una “situazione” futura o lontana e la decodifichiamo percependola ma non spiegandocela facilmente. Potrebbe essere, non credete?
Il Silenzio 001_015
Per un subacqueo il Silenzio è importante. Sono state date infinite motivazioni psicologiche all’attività subacquea, specie per quelle discipline che riguardano l’apnea e la pesca subacquea. Secondo me la più semplice e più facile e quella della voglia di pace e silenzio interiore che solo a mare si può trovare.
La stessa pace e lo stesso silenzio si possono trovare in una chiesa, in un bosco, in una foresta, ma il mare, per noi subacquei, rimane l’ultima possibilità di incontro della vita libera e selvaggia.
Non ci sono rumori, e se ci sono, sono dei canti come quelli dei cetacei, che assomigliano al suono del silenzio quando ci si concentra sul vuoto assoluto.
Il silenzio è una forma di comunicazione, ansi di comunione, di rispetto reciproco. Si fa silenzio nei luoghi di culto e preghiera, alla presenza di un superiore, un rimprovero col silenzio è più efficace di cento parole gridate.
Dovremmo tutti imparare a comunicare col silenzio e, cosa maggiormente importante dovremmo tutti imparare ad ascoltare i silenzi altrui. Da quelli delle persone più vicine, partner che non dicono perché ormai stanchi di non esser ascoltati, figli che non parlano ….tanto non serve a niente, amici che non ci parlano perché non ispiriamo totale fiducia in loro, e così via con mille altri esempi.
Il silenzio è una forma di comunicazione importante ma si può ascoltare e correttamente interpretare senza cadere in errori e false interpretazioni solo se si sta bene con sè stessi.
Solo chi ha una armonia fantastica con sè stesso, e quindi con gli altri, sa interpretare.
Un comportamento che molti allievi hanno è quello di non assumersi nessuna responsabilità negli errori commessi, è sempre commesso da il compagno di immersione, dall’attrezzatura, dalla corrente, dalle condizioni meteo marine, etc. etc.
E’ difficile saper dire: “mi è andata male questa cosa perché io non ho controllato,” “non ho previsto a sufficienza, non posso permettermi di dipendere da altri o da circostanze fortuite,” “non è l’onda che mi ha buttato a terra ma sono io che son tornato dalla discoteca appena in tempo per venire alla lezione”. Normalmente è sempre colpa degli altri che ci fanno litigare, che ci fanno sbagliare, che ci prendono in giro, che se ne approfittano. Se la colpa è degli altri tutto è più facile, la colpa non è nostra, noi non abbiamo sbagliato e non dobbiamo confrontarci con la nostra coscienza.
E noi? Di che siamo fatti di pezza?
Ai miei allievi dico che forse attraverso l’apnea potranno veramente raggiungere lo ZEN, la bontà d’animo che cerchiamo in altre verità, la perfezione.
Tale perfezione, per essere tale, non può essere spiegata. Al momento in cui la recepisci scopri che non ci sono parole per spiegarla ed allora fai mille discorsi, dici e ti contraddici (perché sarai spontaneo).
Io vorrei farvi capire che l’Apnea non è solo un passatempo, un modo di divertirsi, è, e può diventare veramente tanto di più. Prendetelo come una Via di concentrazione e perfezione. Un esempio?
Tutti i campioni per fare bene l’Apnea studiano e praticano lo Yoga o altre discipline orientali; bene, cominciamo con una ricerca interiore. Non siate superficiali, oltre alla cura del corpo e della mente curate anche l’animo.
Se non avete un sonno tranquillo è perché avete coscienza di quanto di sbagliato avete commesso e delle conseguenze a cui andrete in contro. Siete sulla via della confusione e del disordine interiore, delle scelte sbagliate etc. etc. Se provate a fare una apnea in queste condizioni darete il 40/50% di quello che normalmente sareste capaci di fare.
Un subacqueo che si immerge in mare magari per cercare relax e pace, se non è abbastanza esperto corre il rischio di non valutare e ponderare al meglio le sue capacità.
Avvicinarsi all’Apnea non vuol dire soltanto maschera, pinne, muta, fucile, e pallone per fare delle bravate che ci possono costare la vita.
C’è una motivazione per cui le migliori prestazioni di un atleta Apneista si realizzano intorno ai trenta anni, maturità e allenamento fisico con quel fattore di memoria dell’apnea che il nostro organismo pian piano sviluppa negli anni.
Come in tutte le cose che facciamo e che studiamo dobbiamo essere consapevoli dei pericoli, delle regole e di passi da percorrere per ottenere i miglior risultati.
Se vi sono sembrato pazzo nelle affermazioni farraginose precedentemente espresse scusatemi, non lo sono. Sono solo confuso su come potervi trasferire la mia esperienza evitandovi gi errori e le pause infruttuose.
Secondo me un Apneista vero è una persona che dell’Apnea ne fa un modo di vivere.
Si comincia con l’alimentazione, si continua con la cura del corpo, si finisce con la cura dell’animo e dello spirito, poi si raccolgono i frutti.
La differenza fra un lavoro ed una “passione” è che per questa ultima non ci obbliga alcuno a seguirla, quindi quando la seguiamo lo facciamo per il nostro appagamento, ….facciamola al meglio.
Io non ho raggiunto questa perfezione, affatto! Non posso fare altro che cercare di trasferire le cose che vedo, sento e percepisco, per trovare con chi sperimentarle ed applicarle.
Da soli non si và in alcun posto. In mare si và in due, tentando di evolversi da soli non si “cresce” perché non ci si può confrontare e rapportare, non ci sarebbero altre energie se non la nostra. ALTRI APPUNTI A FINE MESE!! CIAO A TUTTI Marco
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